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Ambrose Gwinett Bierce
Nel mezzo della vita
Storie di soldati e di civili

Collana: Letterature/Theoria
isbn 88.489.0020.8   lire 30.000

 

Uno dei più beffardi e sarcastici monumenti all'orrore che siano mai stati scritti, in un'opera della letteratura americana troppo a lungo sottovalutata.

Nel mezzo della vita
fu diviso in due parti dall'Autore, secondo cui tutti gli esseri umani, in qualsiasi circostanza si trovino - in guerra come in pace - in realtà sono in balia del fato, crudele e inspiegabile, che con la sua immensa e cieca forza governa le nostre piccole vite.
Così, i soldati che si trovarono a combattere nella Guerra di Secessione, che morirono a migliaia o che uccisero in azioni spesso efferate e violentissime, sono fermati in istantanee che li ritraggono proprio nell'attimo in cui sparano al volto del nemico o in cui passano dalla vita alla morte. Mentre le donne e gli uomini protagonisti degli episodi dedicati alla vita "civile" si muovono tra fraintendimenti ed equivoci, inconsapevoli del vero significato della realtà: ma all'improvviso il velo si squarcia, basta un gesto, una sola frase, e Bierce ci mostra tutto l'orrore e la vacuità dell'esistenza umana.

Ambrose Gwinett Bierce (1842-19??) nacque da una famiglia di poveri contadini puritani, discendenti dai Padri Pellegrini. Prese parte alla Guerra di Secessione, combattendo nelle fila dell'Unione. Giornalista di cronaca, critico letterario, editorialista di successo, scrisse racconti che furono apprezzati soprattutto dopo la sua scomparsa. Nel 1912 si trasferì in Messico, dove era in corso un'altra guerra civile, e da allora non se ne ebbe più notizia.

In copertina: Oliviero Toscani, Cimitero, 1991. Courtesy Benetton Group s.p.a.